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ALLE CATECHISTE E AI CATECHISTI DELLA PARROCCHIA
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Per
dare uno slancio missionario al servizio dell’educazione alla fede
tutti siamo chiamati e interpellati, tutti dobbiamo diventare
corresponsabili dello stesso compito. L’annuncio
della buona notizia del regno di Dio è, per ogni cristiano, un impegno
al quale siamo abilitati attraverso il Battesimo. Lo
stesso incontro domenicale con il Signore genera poi in ciascuno di noi
la necessità di annunciare con la parola e di testimoniare con la vita
il senso di una esistenza che ci è stata donata. E
allora quale missione per la comunità parrocchiale? Il
compito missionario interpella tutti noi insieme, come membra di un
unico corpo, pietre vive di un unico edificio spirituale, tralci fecondi
di una medesima vite. Riguarda
la nostra comunità parrocchiale, quale immagine di Chiesa, mistero di
comunione: ciascuno di noi, in quanto parte viva dell’unico popolo di
Dio, è chiamato a collaborare, secondo la propria vocazione, alla vita
e alla missione della Chiesa. Ma
quale missione per la
nostra comunità parrocchiale? La
missione – ce lo dice Gesù – esige la comunione. “Come tu, Padre,
sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il
mondo creda che tu mi hai mandato”. (Gv. 17,21) Sì,
la comunione è condizione per la credibilità e l’efficacia
della missione, ma anche il contenuto stesso e il senso
ultimo della missione, che consiste nel rivelare l’amore di Dio. Il
nostro animo dovrebbe essere in sintonia con l’apostolo Paolo quando
afferma: “Se
c’è pertanto qualche consolazione in Cristo, se c’è conforto
derivante dalla carità, se c’è qualche comunanza di spirito, se ci
sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia
con l’unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi
sentimenti. Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma
ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se
stesso, senza cercare il proprio interesse ma anche quello degli altri. Abbiate
in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù”. (Fil. 2, 1-5) Sì,
condizione indispensabile e forza della comunione ecclesiale che sapremo
manifestare è l’umiltà: solo l’umiltà porta a riconoscere,
rispettare, amare e valorizzare i doni diversi e complementari
che lo Spirito affida a ciascuno di noi. Impegniamoci,
perciò, a fare della nostra comunità parrocchiale “la casa e la
scuola della comunione”, nel segno di una collaborazione vissuta nella
cordialità e con gioia, capace i contagiare i rapporti con i singoli e
con tutte le famiglie e i membri della comunità. Mi
verrebbe da sussurrare al cuore e gridare all’orecchio: “Ama la
parrocchia come la tua famiglia!” Educhiamoci
in quest’anno a vivere costantemente uno spirito di autentica
comunione con gli altri gruppi della parrocchia: cresca la coscienza di
appartenere all’unica Chiesa, cresca una reale apertura e disponibilità,
la fedeltà alle piccole cose, un cordiale rispetto delle diversità che
caratterizzano ciascuno, una sincera valorizzazione del carisma di
ognuno, la volontà a stare insieme, disponibili a incontri e occasioni
di fraternità. Vivere
l’esperienza della comunione vuol dire anche rivolgersi con più
accurata supplica allo Spirito, condividere forti momenti di preghiera,
incontri di spiritualità che illuminano la fede, celebrazioni con una
partecipazione attiva e consapevole,un appassionato ascolto della
Parola di Dio, per recuperare vitalità ed entusiasmo. Vivere
l’esperienza di comunione è poi
proclamare con tutte le forze la nostra fede in Dio, confessare
il nostro amore totale per Gesù, ripetergli insieme con fiducia: “Sì
Signore, noi ti amiamo”. Ė
solo l’amore di Dio a rendere possibile la nostra risposta d’amore e
il nostro annuncio del Vangelo. Sentire
di dovere confessare con gioia autentica e profonda il nostro amore, è
questa la missione della nostra comunità parrocchiale. Quest’amore
nasce ed è generato dai sacramenti dell’iniziazione cristiana
che ci invitano a conoscere, a contemplare Cristo, il suo Vangelo e il
suo amore per noi, e per ogni uomo e donna, per il mondo intero. E’
Lui il nostro vero programma spirituale e pastorale, è Lui che ci
invita ancora una volta a metterci in cammino: “Andate dunque e
annunciate a tutte le nazioni, battezzando nel nome del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo” (Mt. 28, 19) Buon
inizio! A tutti il mio affetto e la mia gratitudine.
Sora, 20 Settembre 2004 Don
Alfredo Di Stefano Parroco
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