AI GIOVANI (2004/05)

 

Carissimo/a,

eccomi a te. Sono contento nel constatare che riesci a fare molte cose, riesci bene nello sport, hai buoni amici e molti interessi, sai occupare il tuo tempo, ti dai alla musica (classica e moderna), ti piace cantare, anche andare a ballare.

C’è chi si cura di te, hai buona salute, sei intelligente, sai gestire con abilità tutte le tue cose.

Sei non solo curioso di vedere e di sapere ma anche molto capace di affrontare alcuni interrogativi che a molti dei tuoi compagni sembrano irrilevanti.

Sei sensibile e per i tuoi amici e per qualcuno che ha bisogno sei disposto a dare molto.

E allora, hai proprio bisogno di questa mia lettera?

Credo che sia un bisogno derivante dal fatto che esistono alcuni interrogativi che fanno parte di una particolare area del tuo intimo e che esigono la tua attenzione: “In che cosa credo realmente? Che parte svolge la parrocchia, la Chiesa, nella mia vita? Chi è Cristo per me? Che senso ha per me l’Eucarestia?”

Mi piacerebbe che tu quest’anno possa dire: tra le tante cose che faccio, è nato in me un nuovo bisogno, quello di cercare il significato e lo scopo della mia vita.

Ma per fare questo non puoi basarti semplicemente sulla ragione o confidare con qualcuno, realizzando anche una sorte di complicità, che  non potrà  aiutarti a capire te stesso e il legame tra te e ogni cosa che esiste.

Si tratta di pensare e coltivare in te una vita spirituale.

Vivere spiritualmente è più che vivere fisicamente, è più di un ballo, di un canto, di un esercizio fisico. Abbraccia tutto questo, ma è qualcosa di più grande, di più profondo e di più vasto. Riguarda il nucleo centrale della tua umanità.

E’ possibile condurre una vita sana, ricca di emozioni, senza essere una persona spirituale, cioè senza conoscenza ed esperienza personale del terreno dove sono nascosti il significato e lo scopo della  tua esistenza umana.

Mi piacerebbe farti gustare quanto sia ricca la vita cristiana, così come la conosco, la sperimento e continuo a scoprirla io stesso. Credo di avere qualcosa di importante da dirti, e sono contento di poterlo dire.

Sarei felice di condividere con te, per l’affetto che nutro nei tuoi confronti, ciò che è più prezioso: la vita spirituale.

La libertà, l’amore, la pace, l’amicizia, la responsabilità, la fedeltà, l’impegno, la capacità di perdonare, il costruire legami profondi, veri e trasparenti, appartengono tutti all’essenza della vita spirituale.

Il mistero della vita spirituale è che Gesù vuole incontrarti  nel segreto del cuore, farti conoscere il suo amore, liberarti dalle tue paure. Con questa conoscenza spirituale potrai vivere una vita d’amore, potrai costruire un futuro straordinario, perché Dio parlerà al tuo cuore e tutto si rinnoverà. Spero che questa lettera segni l’inizio di qualcosa di più bello e di buono tra di noi e con la nostra comunità parrocchiale.

 

Ti aspetto, da Venerdì 1 Ottobre 2004, e per ogni Venerdì alle ore 18.30, insieme a qualche altro tuo amico, per condividere questo cammino.

 

Un saluto affettuoso.

 

Don Alfredo

 

 

 

 

AI GIOVANI (2003/04)

 

Carissimi giovani,

nel mio viaggio in Terra Santa vi ho pensato molto. Nella visita di quei luoghi ove s'incontrano religioni e culture diverse ho riflettuto molto sul senso del tempo e della storia.

Che cosa ne abbiamo fatto di questa straordinaria vicenda umana? Il tempo che è passato e che noi abbiamo costruito cosa ci ha insegnato? L'orizzonte del nuovo millennio che noi vogliamo consegnarvi quale significato della vita ci suggerisce?

Guardando noi adulti, forse percepite un senso di pessimismo e di sfiducia, forse avvertite stanchezza e confusione.

Vi chiederete: dov'è la responsabilità per un mondo senza guerre, soprusi, violenze; dov'è la fedeltà per relazioni durature e vincoli sponsali; dov'è l'amore per educare con chiarezza e correggere con fermezza?

Dove sono "spazi d'incontro" come risposta alla grande esigenza d'essere ascoltati?

Uno di voi ha scritto su una parete: "nessuno vuole ascoltarmi!"

Vi abbiamo forse delusi perché fate fatica a trovare chi ha tempo per ascoltarvi e aiutarvi a valorizzare il senso di pienezza che vi portate dentro?

Dinanzi alla chiesa poi le vostre domande si moltiplicano e i perché si confondono tra amarezze e delusioni, tra malintesi e disagi.

Vorrei a questo punto proporvi tre orizzonti:

  • Ridiamo al mondo la sua bellezza

Il mondo ha una sua bellezza nascosta, ma ha bisogno di me e di te perché riemerga sempre il suo volto, perché attraverso l'opera di noi adulti e di voi giovani, della nostra esperienza e della vostra passione, della nostra maturità e della vostra libertà, delle nostre certezze e della vostra creatività, quel mondo creato da Dio, un mondo di pace e di vere relazioni, si instauri anche tra di noi.

Il nuovo millennio ha bisogno che mettiamo insieme tutte le nostre disponibilità perché riemerga quella bellezza che ha affascinato la vita di molti, rendendola ricca e aperta alla luce e alla verità.

 

  • Ridiamo alla nostra vita la sua bellezza

Tutti siamo belli! La bellezza è la dimensione interiore di una persona, che vale non per quello che ha, ma per ciò che è. Noi tutti abbiamo dovuto accettarci, amarci, impegnarci a far emergere tutto il positivo che Dio aveva messo nei nostri cuori, trasformando limiti e debolezze, e ancora l'opera non è compiuta. È bello vivere; è bello far parte di un gruppo, è bello cantare e giocare insieme; è bello fare qualcosa insieme per gli altri, è bello correre e tendere la mano verso qualcuno; è bello pensare al proprio futuro e costruirlo nella libertà, lontani dalle varie forme di dipendenze; è bello saper scegliere e non lasciarsi confondere da chi vuole proporti altro, senza avere rispetto dei tuoi tempi. Dio ti ha dato un cuore e Lui vuole rendere la tua vita più bella, fidati di Lui, ascoltalo, cercalo, pregalo, Egli saprà rinnovare il tuo cuore e farti, giorno dopo giorno, più bello. Il nuovo millennio richiede questo cuore nuovo per fare più bella la nostra vita. Aiutiamoci: tu puoi insegnarmi molto e forse anch'io posso donarti qualcosa.

 

  • Ridiamo alla chiesa la sua bellezza

Una istituzione che ha tanti anni potrebbe sembrare vecchia e fuori tempo, potrebbe non poter dire più nulla. Ti assicuro che non è così, essa vive ancora, è come un "porto", in cui tu puoi fermarti quando vuoi, prima, durante, dopo le navigazioni della vita. È un porto dove ritroverai la pace, dove potrai incontrare qualcuno che ti ascolta, una persona amica, dove potrai condividere le tue gioie e le tue fatiche, dove potrai riprendere le energie necessarie per il cammino lungo e faticoso della vita. Essa è sempre lì, e il fatto che ha tanti anni la dice lunga , perché niente può resistere agli interrogativi e alle domande degli uomini, se non fosse capace di dare qualcosa, sarebbe già stata spazzata via dalle maree e dalle tempeste e ti assicuro che ce ne sono state tante. È lì perché rende presente Gesù e Gesù può così continuare ad accogliere e a parlare al tuo cuore.

È bella la chiesa perché è Gesù che la purifica, la trasfigura, la rinnova, ed è sempre giovane, nonostante i suoi anni. Il nuovo millennio ha bisogno di una Chiesa giovane e bella: costruiamola insieme, eliminando dal suo volto qualche macchia e qualche ruga.

Per questo ho voluto scriverti, perché desidererei insieme con te entrare nel mistero della bellezza e della storia e del tempo.

La parrocchia ha un gruppo di giovani che seriamente cerca di fare un cammino, vieni, ti aspetto per farti conoscere questi straordinari e "belli" amici.

Gli appuntamenti della prossima visita pastorale e quelli del Giubileo, mi auguro incontrino la tua attenzione e la tua disponibilità perché solo insieme possiamo rendere più bella la nostra vita, il nostro territorio, la nostra Chiesa.

 

Don Alfredo Di Stefano

Parroco