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IL RITO DELLE ESEQUIE
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La celebrazione sia improntata alla speranza cristiana, la quale è dimensione propria di chi è ancora in cammino verso la Pasqua eterna. Per la celebrazione esequiale in Chiesa si curi particolarmente l'Omelia. A partire dai testi biblici essa guidi i presenti a cogliere l'indole pasquale della morte cristiana, il rapporto fra la risurrezione di Cristo e la nostra. A questo proposito i presbiteri ricordino l'esortazione contenuta nel rito delle esequie affinché con le parole siano di conforto al cristiano che crede. La Celebrazione Eucaristica non è consentita durante il Triduo sacro, nelle solennità di precetto e nelle domeniche di Avvento, di Quaresima e di Pasqua. Nelle domeniche del tempo di Natale e del tempo Ordinario, sebbene consentita, si suggerisce di celebrare l'Eucarestia del giorno liturgico corrente, facendo seguire il rito dell'ultima raccomandazione e commiato. Il luogo della celebrazione è la propria parrocchia, ma motivi personali (richiesta esplicita del defunto del luogo a cui si è stati legati affettivamente), o pastorali (chiese piccole che non permettono la partecipazione di tutti) possono acconsentire la celebrazione in altre comunità parrocchiali, informando il parroco di residenza. Date le attuali condizioni di vita e le esigenze pastorali, da parte della zona di Sora, in comunione con quello che avviene nella maggior parte delle città e delle diocesi, si ritiene opportuno: a) concludere con il commiato in chiesa il Rito dell'Esequie, salutare gli amici e con le proprie auto raggiungere il cimitero senza la presenza del presbitero, la cui preghiera si è completata in chiesa. b) chiedere a tutti di abolire il corteo funebre a piedi, sia nel trasporto in chiesa come in quello al cimitero, da realizzarsi con le sole auto. Tale proposta vuole salvaguardare il valore più alto e cristiano dell'ultimo saluto al defunto. |