GUIDA ALLA VISITA (Pag. 5 di 9)

 

Proseguendo nella visita e percorrendo la navata sinistra, si nota che la prima campata è sorretta da pilastri coronati da capitelli in pietra, a foglie lisce e di rozza fattura, forse risalenti alla fase trecentesca.
Una colonnina sormontata da capitello, databile alla seconda metà del sec. XIII
(FOTO 33), è arricchita da gigli rovesciati che nascono a diverse altezze dal corpo principale. Lo stile d'ispirazione lo avvicina al grifone stiloforo e al capitello (FOTO 34) presso l'altare.
A questo punto si può notare che il pavimento attorno al primo pilastro è leggermente rialzato, e ciò per rendere possibile la visione completa di uno dei cinque imóscapi
(FOTO 35), cioè gli incavi delle basi delle colonne, scoperti durante la prima campagna di scavo. Qui si elevava una delle colonne di ordine tuscanico del tempio romano per un'altezza di m.8, così come suggeriscono le dimensioni dell'imóscapo (diametro di m.1,70) in rapporto alla larghezza dell'edificio (m. 24), sulla base dei precetti architettonici enunciati da Vitruvio. Le altre basi sono presso il terzo e il quinto pilastro di sinistra e il primo e il terzo a destra.
L'attuale pavimentazione ricopre quella romana
(FOTO 36) in lastroni di calcare compatto di 60-80 cm x 130-150 cm, di spessore fino a 30 cm; il lastricato fu manomesso dall'inserimento di avelli sepolcrali nel medioevo.
Nella prima cappella, si può ammirare un bell'esempio di fonte battesimale
(FOTO 37 e 38) eretto per volontà del vescovo Nicola Cioffi (1744-1748).

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