GUIDA ALLA VISITA (Pag. 8 di 9)

 

Nella successiva, si può ammirare un crocifisso ligneo del '600 raffrontabile con un'altra scultura simile conservata nella chiesa di S.Bartolomeo e donata dal card. Baronio.
Dopo aver salito i pochi gradini che separano il presbiterio dal resto della chiesa, ci troviamo nella cappella del Rosario o del Sacramento
(FOTO 56 e 57), restaurata dal vescovo Iannotta nel 1912 (FOTO 58) e delimitata da una balaustra in stile barocco, realizzata nel 1925 dall'ebanista sorano Vincenzo Domenico De Donatis (FOTO 59).
A sinistra della porta di accesso alla cappella del Purgatorio, è inserito nella parete un tabernacolo seicentesco in marmo
(FOTO 60), notevole per la ricerca prospettica nella forma di tempietto, anche se le figure sono rese con una certa sommarietà; gli angeli, nella lunetta in alto, sorreggono il calice con l'ostia, mentre un serafino, in basso, si inserisce tra due delfini incrociati con le code legate da un nastro.
Una lapide marmorea del 1763 ricorda il nobile sorano Giuseppe Magnoni, mentre una pietra sepolcrale del 1626
(FOTO 61) era la lista dell'avello del vescovo Girolamo Giovannelli; un'altra lapide con indicazione cronologica, 1607, ricorda il vescovo Giulio Calvo alvitano.
Nella cappella del Purgatorio
(FOTO 62), si può meritatamente rivolgere ogni attenzione a un trittico (FOTO 63) della seconda metà del sec.XV raffigurante Cristo Salvatore e benedicente fra due angeli.

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