Federico Gismondi e Maurizio Fantozzi sono rispettivamente lo scultore e l'architetto grazie ai quali oggi possiamo vedere la Via Crucis monumentale "Padre Pio", lungo Via Ravo, strada in salita ai piedi del Monte SS.Casto e Cassio, prossima al centro storico di Sora.

Federico Gismondi ha realizzato i pannelli in bronzo rappresentanti le stazioni della Passione di Gesù Cristo nostro Signore ed il busto di S.Pio da Pietrelcina; Maurizio Fantozzi è stato l'architetto Progettista e D.LL. dell'opera.

Vi proponiamo in ordine:

  • alcuni cenni biografici e documenti fotografici dello scultore Gismondi;

  • una parte della relazione del progetto della Via Crucis Monumentale a ricordo del grande Giubileo del 2000 e della canonizzazione di Padre Pio da Pietrelcina, a cura dell'architetto Fantozzi.

 

 

FEDERICO GISMONDI

Federico Gismondi è nato a Balsorano (AQ) nel 1936. Ha inziato la sua attività artistica con una mostra personale a Sora nel 1961.

Da allora ha tenuto mostre personali e partecipato a collettive e rassegne in moltissime città in Italia ed all'estero.

Nel 1986 gli è stato assegnato il premio per la scultura alla Biennale Internazionale di Baghdad.

Nel 1993 il Museo d'Arte Moderna di Città del Messico gli ha dedicato una grande mostra antologica di 100 sculture.

È autore di varie opere pubbliche, di scritti teorici e poesie. Nel 1986 a Copenaghen ha fondato il Movimento Mondiale Artisti per la Pace del Manifesto Azzurro.

Ha ideato ed organizzato molte rassegne d'arte, incontri dibattiti, recitals. È presente in molti musei, collezioni pubbliche e private; su enciclopedie e monografie dell'arte attuale.

Alla sua opera sono state dedicate centinaia di articoli, cataloghi e monografie.

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Dalla relazione del progetto della Via Crucis

Monumentale a ricordo del Grande Giubileo del 2000

e della canonizzazione di Padre Pio da Pietrelcina.

(Sora, 23 marzo 2000)

La proposta progettuale dell'allestimento della "Via Crucis" nasce dai seguenti criteri ispiratori e si pone come finalità la realizzazione di un'opera che:

  • celebri il Grande Giubileo dell'anno 2000 in modo solenne e duraturo, nel rispetto della tradizione e della pietà cristiana;

  • solleciti alla riflessione ed alla meditazione nel silenzio, beneficiando della preziosa e singolare bellezza panoramica e naturalistica del luogo, dove la città è distante, ma si manifesta sempre di più e nella sua interezza, man mano che si prosegue l'ascensione al colle;

  • assuma, anche fisicamente, attraverso la fatica umana della salita, il valore simbolico del cammino sulla Via della Croce dietro a Gesù verso il Calvario;

  • rappresenti anche per i non credenti un momento di meditazione laica, immersi nella religiosità della natura, tra le preesistenze archeologiche e storiche;

  • contribuisca al risanamento ed alla valorizzazione del luogo, in ossequio alle finalità ed alle prescrizioni del Piano Paesistico Regionale ed alle previsioni del P.R.G.;

  • possa creare ulteriori occasioni d'interesse alla visitabilità e alla percorrenza pedonale della strada, favorendo da parte dei cittadini la riscoperta di quest'area prossima alla città e liberandola - con la frequentazione - dal degrado proprio dei luoghi marginali e non "presidiati";

  • completi, verso la città, il percorso di accesso al già previsto Parco archeologico-naturalistico pubblico urbano;

  • crei l'occasione per la nascita di una nuova consuetudine - la partecipazione alla Via Crucis di Via Ravo - che si spera possa diventare nel tempo patrimonio culturale e parte delle tradizioni popolari della città.

Maurizio Fantozzi, architetto, progettista e D.LL. dell'opera